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Referendum

 

Referendum

I cittadini italiani stabilmente residenti all’estero che abbiano compiuto i 18 anni d’età e che siano iscritti nelle liste elettorali e gli elettori temporaneamente residenti all'estero hanno diritto di voto anche per i referendum popolari abrogativi e confermativi.

Gli elettori residenti all’estero ed iscritti nell’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riceveranno come di consueto il plico elettorale al loro domicilio. Entro 18 giorni prima della data delle elezioni, l’Ufficio consolare invia infatti a tutti gli elettori un plico contenente il certificato elettorale e il tagliando elettorale; la scheda o le schede dei quesiti referendari con una busta piccola in cui inserirle, nonché una busta grande preaffrancata recante l’indirizzo dell’Ufficio consolare stesso; un foglio esplicativo di istruzioni sulle modalità del voto.

L’elettore deve spedire le schede votate all’Ufficio consolare entro 10 giorni prima della data delle elezioni. L’Ufficio consolare provvede al rapido invio delle schede in Italia, in modo che lo spoglio possa essere effettuato congiuntamente a quello delle schede votate in territorio nazionale.

Gli elettori che, a 14 giorni dalla data delle elezioni, non abbiano ricevuto il plico elettorale possono farne richiesta presentandosi di persona al proprio Ufficio consolare.

 

Opzione per l'esercizio del diritto di voto in Italia

I cittadini italiani residenti all’estero non hanno l’obbligo di votare per corrispondenza. La Legge 459 prevede infatti che l’elettore possa optare per l’esercizio del diritto di voto in Italia, rientrando nel territorio nazionale. Per fare ciò l'elettore dovrà far pervenire al consolato competente per residenza entro "dieci giorni successivi alla data di pubblicazione del Decreto del Presidente della Repubblica di convocazione dei Comizi elettorali", con possibilità di revoca entro lo stesso termine) un’apposita dichiarazione su carta libera che riporti: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, indicazione del comune italiano d'iscrizione all'anagrafe degli italiani residenti all'estero, l'indicazione della consultazione per la quale l'elettore intende esercitare l'opzione. La dichiarazione deve essere datata e firmata dall'elettore e accompagnata da fotocopia di un documento di identità del richiedente, e può essere inviata per posta, per telefax, per posta elettronica anche non certificata, oppure fatta perveire a mano al Consolato anche tramite persona diversa dall’interessato.

N.B. Gli elettori residenti all'estero che non avranno fatto pervenire la comunicazione di opzione entro i termini sopra indicati non potranno votare in Italia.

Si ricorda che, ai sensi dell'art. 4, comma 5, del DPR 2 aprile 2003, n. 104, è onere dell'elettore accertare l'avvenuta ricezione dell'opzione, qualora inviata per posta, da parte dell'ufficio consolare che, su richiesta, ne rilascia apposita certificazione.

 

Elettori temporaneamente all'estero (minimo tre mesi)

A partire dalle consultazioni referendarie del 2016 gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione elettorale, nonché i familiari con loro conviventi, poossono partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani (legge 459 del 27 dicembre 2001, quale modificata dalla legge 6 maggio 2015, n. 52).

Tali elettori, che intendono partecipare al voto, devono far pervenire direttamente al Comune di iscrizione nelle liste elettorali (*) nei termini stabiliti, la dichiarazione d'opzione (La legge stabilisce in modo univoco e inequivoco che l'elettore deve manifestarsi DIRETTAMENTE con il Comune di appartenenza; gli uffici consolari NON possono per legge accettare tali istanze, o farsene tramite).
Quest'ultima può essere inviata per posta, per telefax, per posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al comune anche da persona diversa dall’interessato
(nel sito www.indicepa.gov.it sono reperibili gli indirizzi di posta elettronica certificata dei comuni italiani).

La dichiarazione di opzione (si allega modello in calce), redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’ufficio consolare (Consolato o Ambasciata) competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (trovarsi per motivi di lavoro, studio o cure  mediche in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi  nel  quale  ricade  la data di svolgimento della consultazione  elettorale; oppure, essere familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni [comma 1 dell’art. 4-bis della citata L. 459/2001]).
La dichiarazione va resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dichiarandosi consapevoli delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000).


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